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giovedì 25 febbraio 2010

Si farnno le elezioni del Difensore Civico a Piombino.

Domenica 18 aprile si svolgeranno le elezioni del difensore civico a Piombino. Il consiglio ha approvato ieri la delibera con la quale si stabilisce la data definitiva, dopo la precedente sospensione della consultazione in attesa dell’approvazione della legge finanziaria 2010. Le nuove disposizioni della legge, a questo punto, consentono l’istituzione del difensore civico almeno fino alle prossime elezioni amministrative. Gli aspiranti alla carica, che hanno raccolto a suo tempo le firme necessarie alla candidatura, sono tre. Oltre al difensore civico uscente Graziano Salvatici, due giovani avvocati, Marco Monticelli Levorato e Rosalia Di Falco. Possono votare tutti i cittadini, anche stranieri, che risultino residenti nel Comune almeno un mese prima dalle elezioni che abbiano compiuto il 16º anno di età.
sabato 16 gennaio 2010

Crac Donati: dopo il danno la beffa.

Si è tenuta martedì sera alla saletta comunale la riunione del comitato degli ex-clienti del consulente Riccardo Donati. Sono arrivate alcune novità ma restano poche le speranze di riuscire a recuperare qualcosa da parte dei danneggiati nel crac dello studio.
Il curatore fallimentare, nel corso dell’assemblea, ha annunciato che per partecipare all’attivo dello studio commerciale Donati - che lo scorso dicembre ha dichiarato fallimento - dovranno essere presentate entro i primi di aprile tutte le ricevute comprovanti il versamento delle somme che dovevano essere destinate al pagamento delle imposte e che sono state invece “distratte”.
C’è però anche una novità che per i danneggiati ha l’inconfondibile sentore della beffa: essi dovranno sborsare a Donati le notule per i servizi prestati, che non gli erano state versate; cioè il compenso per la sua attività di consulenza. «Dobbiamo anche pagarlo per il modo in cui ha svolto il suo lavoro?» è stata la reazione di diversi degli ex clienti presenti.
Dal punto di vista penale Donati risulta indagato per truffa e appropriazione indebita, anche se risulta avere diritto alla sue spettanze come commercialista. Probabilmente ci sarà una compensazione con quanto Donati risulta a debito con i clienti.
Già, ma a quanto ammonta questo debito? Donati, è stato ricordato durante l’incontro, aveva affermato che le cifre pubblicate erano gonfiate ed anche l’elenco dei colpiti troppo lungo. Ma cifre esatte e ufficiali finora non sono mai emerse. Ad oggi, anche secondo calcoli approssimativi, il debito supererebbe i 10 milioni di euro. Lo stesso vale per l’elenco delle vittime, che sono approssimativamente 320 solo a Venturina.
Altra novità della riunione è proprio il numero dei danneggiati, che risultano in crescita. All’inizio non tutti avevano voluto uscire allo scoperto, ma adesso le remore sono venute meno. Si è venuto a sapere quindi che anche diverse altre aziende, finora rimaste in attesa, si servivano di Donati.
Più cresce il numero dei pretendenti, più si stirano le somme che ciascuno può augurarsi di recuperare, anche perchè ben pochi beni risultano intestati al consulente fiscale.
Sul punto, comunque, il curatore fallimentare non ha rivelato alcunché.
E adesso? Secondo i rappresentanti del comitato delle vittime del crac, non sono molte le speranze di recuperare i soldi versati per pagare le imposte e mai arrivati nelle casse dell’erario. Mentre da un lato, per coloro che hanno chiesto un finanziamento, anche con l’intermediazione del sindaco di Campiglia, sarà difficile ottenerlo senza le dovute garanzie. Dall’altro, c’è chi contesta il basso profilo finora mantenuto dal comitato e propone di chiamare in causa la televisione per poter ottenere qualche agevolazione consistente, perché l’ammontare del danno subito dagli ex-clienti, e di riflesso dall’economia locale, sarebbe tale da dover interessare anche le istituzioni nazionali.
Intanto il curatore fallimentare e i legali nominati dal comitato delle vittime del crac continueranno il loro lavoro per fare quanta più chiarezza possibile su questa vicenda.
Autore: Francesco Rossi
Fonte: Il Tirreno del 1.01.2010
sabato 12 dicembre 2009

Crac Donati, arriva il fallimento

Decretato il fallimento dello studio di consulenza fiscale di Riccardo Donati. Ora il tribunale di Livorno nominerà un curatore a cui spetterà il compito di ricostruire lo stato passivo dello studio venturinese, ricercare eventuali crediti e gestire il patrimonio fallimentare, procedendo alla liquidazione. Il caso del crac finanziario, su cui da mesi sta indagando la guardia di finanza, ha coinvolto centinaia di imprenditori della zona, danneggiati per il mancato versamento di Iva, Irpef e Irap da parte del consulente venturinese Riccardo Donati.
Un meccanismo che ha creato un buco di alcuni milioni di euro e rischia di mettere in ginocchio il tessuto delle piccole e medie imprese di Venturina.
Ieri la svolta, con la dichiarazione di fallimento della Donati Sas, società composta da Riccardo Donati e dal professionista livornese Stefano Lotti.
La richiesta di fallimento, formulata dal legale Pier Francesco Sica in qualità di difensore di alcuni imprenditori raggirati, è stata accolta dal pm Massimo Mannucci e girata al tribunale fallimentare. La sentenza accerta l’insolvenza della società di Donati e crea le premesse affinché le richieste dei creditori abbiano un’adeguata tutela, nonostante la criticità della situazione economica del debitore.
Sarà il curatore fallimentare a gestire il patrimonio della società, accertando il passivo a carico dello studio. Non cambia, invece, il rapporto tra i contribuenti raggirati e il fisco. Saranno loro stessi a dover colmare il debito d’imposta, corrispondendo le cifre non versate a suo tempo dal consulente.
«Il pm ha accolto la nostra richiesta e l’ha fatta sua - spiega l’avvocato Pier Francesco Sica - il fallimento apre nuovi scenari sul fronte penale, prefigurando le condizioni per l’ipotesi di bancarotta fraudolenta. Cambia inoltre la situazione delle persone danneggiate, che ora potranno far valere le proprie pretese al curatore fallimentare designato».
La dichiarazione di fallimento comporta ripercussioni sulla situazione, già pesantemente compromessa, del consulente fiscale venturinese.
In questi giorni sono in pieno corso le indagini della guardia di finanza che sta comparando le querele pervenute dai cittadini danneggiati con gli elementi delle indagini. Indagini che si preannunciano lunghe e difficoltose, vista la complessità della ricostruzione delle denunce dei redditi dei contribuenti, spesso manomesse dal consulente col meccanismo della compensazione con crediti inesistenti.
La sentenza dichiarativa di fallimento è necessaria affinché si possano configurare i reati di bancarotta. Qualora gli elementi delle indagini confermassero responsabilità oggettive, il consulente rischierebbe l’incriminazione per bancarotta fraudolenta, per la quale è prevista una pena da tre a dieci anni di reclusione. Uno scenario che si andrebbe a sommare alla possibile formulazione di altre due ipotesi di reato, appropriazione indebita aggravata e truffa.
Autore:L.Centini
Fonte:il Tirreno 11.12.09
domenica 6 dicembre 2009

Ancora incertezze sull'elezione del Difensore Civico del Comune di Piombino

Ancora in stallo l’elezione del difensore civico. La conferenza stampa, indetta ad inizio mese in sala consiliare, per presentare i programmi dei tre candidati (Graziano Salvatici, Rosalia Di Falco, Marco Monticelli Levorato), con elezioni previste per il 20 dicembre, si era trasformata in occasione di confronto e riflessione sulla recente e inaspettata notizia dell’emendamento del governo, proposto nella Finanziaria, sui tagli in vari settori degli enti locali. Il “pacchetto Calderoli” prevede, tra i provvedimenti più rilevanti, la riduzione di giunte e consigli, la chiusura della maggior parte delle consulte circoscrizionali, e la soppressione, appunto, della figura del difensore civico comunale, sostituito, per tutte le istanze, da quello provinciale. Rispondendo ad esigenze di correttezza e trasparenza, riguardo alla situazione locale, è stato scelto di rimettersi alla Commissione di garanzia, sospendendo per il momento le consuete procedure di votazione.
Il giudizio di inammissibilità per il pacchetto Calderoli, decretato dalla commissione Bilancio della Camera, ha però nuovamente cambiato le carte in tavola, costringendo ad una riformulazione integrale dell’emendamento. Il modello definitivo sembra orientarsi su modifiche sia di forma che di carico, procedendo per autodeterminazione locale, e riducendo l’aspettativa di risparmio di quasi 200 milioni, dall’iniziale previsione degli oltre 500.
Le singole amministrazioni potranno, in sostanza, decidere autonomamente se aderire o meno alla proposta governativa dei tagli, diminuendo consiglieri e assessori, e cancellando circoscrizioni, consorzi, direttori generali, e difensori civici.
C’è da dire che anche quest’ultima versione dell’emendamento mira a colpire soprattutto i Comuni rispetto alle Province, per le quali, oltre all’assegnazione di maggiori incarichi, è prevista, come unica possibilità di intervento, soltanto l’eventuale riduzione degli assessori.
Il Comune di Piombino ha decretato una riunione della Commissione di garanzia, presumibilmente per il prossimo mercoledì. Poi sarà stabilita la linea da seguire, tra le tre possibili: svolgere regolarmente l’elezione del difensore civico il 20 dicembre; rimandare la decisione a gennaio, dopo la presentazione ufficiale della Finanziaria; accettare i tagli considerati nell’emendamento.
Autore: Francesca Lenzi
Fonte: il tirreno del 6.12.2009
venerdì 4 dicembre 2009

La cancellazione del Difensore Civico con la Finanziaria 2009

E colpo di scena fu. Indetta per ieri mattina alle 12 presso la sala consiliare, nel palazzo comunale, una conferenza stampa per presentare i candidati, e relativi programmi, alla funzione di difensore civico della città. Ebbene, la riunione ha avuto in effetti luogo, in termini però decisamente diversi da quanto era stato previsto inizialmente.
L’elezione per nominare il garante a tutela del cittadino, prevista in un primo momento per il prossimo 13 dicembre, e fatta slittare di una settimana in quanto coincidente con la data delle primarie, probabilmente non si farà. Tutta colpa di un emendamento presentato nella Finanziaria del governo, che ha per oggetto proprio il difensore civico. Da un’idea di Calderoli, proposta nello scorso luglio in consiglio dei ministri, il testo considera la soppressione del difensore civico comunale, le cui mansioni saranno ricoperte dal difensore civico della Provincia di appartenenza, secondo la denominazione di “difensore civico territoriale”.
In questo senso, la conferenza ha assunto il profilo della discussione, all’interno della quale i tre candidati, Graziano Salvatici (difensore uscente), Rosalia Di Falco e Marco Monticelli Levorato (entrambi giovani avvocati) hanno espresso la propria opinione e il rammarico per la svalutazione di un ruolo di riferimento locale.
La scelta sull’attuazione o meno della votazione, già programmata per il 20 dicembre con seggi aperti dalle 8 alle 20, spetterà alla Commissione di Garanzia, che sarà chiamata a riunirsi al più presto. Sembra però chiaro l’orientamento verso una sospensione dell’elezione, almeno sino a gennaio, quando sarà ormai ufficiale la decisione del governo.
Dovesse trovare conferma l’emendamento, l’applicazione diventerà inevitabile, e rivedibile esclusivamente in probabili termini di dimensione del centro abitato, soluzione comunque lontana dal garantire con sicurezza la presenza del difensore civico a Piombino, primo centro in Italia a riconoscere, secondo statuto, e con elezione diretta, la figura del garante dei cittadini, attraverso il primo mandato affidato a Raffaello Simoncini, nel 1994.
Un provvedimento, quello considerato nella prossima Finanziaria, che lascia quantomeno interdetti, soprattutto riguardo alle difficoltà oggettive che avranno i cittadini nel risolvere problemi e dissensi con la pubblica amministrazione. Non consola il mantenimento del difensore civico di provincia, sia perché assente nel distretto livornese, sia per l’ambito stesso delle controversie, spesso noiose beghe (dispute su bollette, complicazioni con società telefoniche, ecc.) che non varranno il viaggio verso il capoluogo.
Autore: Francesca Lenzi
Fonte Il Tirreno del 2.12.2009

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